Il teatro greco antico

Il teatro greco antico può essere considerato un precursore delle moderne riflessioni sul teatro site specific, sottolinea infatti David Wiles, Professore di Arte Drammatica che:

I teatri greci erano modificazioni del paesaggio più che imposizioni, e gli architetti li progettavano facendo attenzione a mantenere la vista sul panorama per gli spettatori, a differenza di quanto fecero i Romani che chiudevano l’auditorio con alte pareti (Wiles, 2000).

Attraverso questa immagine del teatro greco di Taormina è possibile comprendere l’apertura sul paesaggio circostante e come questo aspetto fosse un elemento centrale nella progettazione

LEGGI >> Il teatro (architettura) nella Grecia Antica [wikipedia]

Puntata di Passepartout dedicata alla Magna Grecia [youtube]

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Trovatori, bardi e fiere medievali

Già il periodo classico «aveva i suoi musicanti, mimi, giocolieri ed equilibristi» (Carlson, 2004), menzionati anche da Terenzio nel prologo della commedia Hecyra, nel medioevo poi si diffusero la figure del trovatore, del bardo, del menestrello e anche compagnie di quelli che in Inghilterra furono chiamati glee-men, «un termine che includeva danzatori, contorsionisti, ma anche scimmie ed altri animali ammaestrati» (Frost, 1875). I luoghi delle loro rappresentazioni erano prevalentemente le fiere e i circhi, dunque con audience di estrazione anche popolare come lo era il pubblico del più illustre dei progenitori della performance contemporanea: la commedia dell’arte.

Terenzio – Hecyra, PROLOGO I

Hecyra est huic nomen fabulae. Haec quom datast
nova, novom intervenit vitium et calamitas
ut neque spectari neque cognosci potuerit:
ita populus studio stupidus in funambulo
animum occuparat. Nunc haec planest pro nova, (5)
et is qui scripsit hanc ob eam rem noluit
iterum referre ut iterum possit vendere.
Alias cognostis eius: quaeso hanc noscite.

  • Wikipedia – Teatro Medievale [link]
  • Wikipedia – La commedia dell’arte [link]

Non si trattava di un genere di rappresentazione teatrale, bensì di una diversa modalità di produzione degli spettacoli. Le rappresentazioni non erano basate su testi scritti ma dei canovacci detti anche scenari; i primi tempi erano tenute all’aperto con una scenografia fatta di pochi oggetti. Le compagnie erano composte da dieci persone: otto uomini e due donne. All’estero era conosciuta come “Commedia italiana”. Nella loro formula spettacolare, i comici della Commedia dell’Arte introdussero un elemento nuovo di portata dirompente e rivoluzionaria: la presenza delle donne sul palcoscenico.

Questione molto curiosa dell’umanesimo tra Quattrocento e Cinquecento: tutti leggono teatro, tutti pensano al teatro antico greco e latino e non esistono teatri. Ci vorranno cento anni prima che nasca la prima volta l’idea di un teatro fisico vero e proprio. Philippe Daverio

Performance e futurismo

Col termine serata futurista si intende uno spettacolo provocatorio e irriverente organizzato per la prima volta al teatro Chiarella di Torino l’8 marzo 1909 da un gruppo di futuristi.

Organizzatore e propugnatore delle serate futuriste era Filippo Tommaso Marinetti, che intratteneva gli spettatori leggendo i manifesti futuristi, delle poesie futuriste o facendo eseguire degli spettacoli musicali. Il filo conduttore delle serate era quello di intrattenere il pubblico provocandolo e nel contempo diffondendo le idee futuriste. Spesso la provocazione era puramente voluta, concedendo i primi posti a persone irruente, oppure assegnando lo stesso posto a più persone. In genere le serate si concludevano con l’intervento della polizia che faceva sgomberare il teatro e arrestava gli organizzatori. [wikipedia]

John Cage e i suoni non musicali

John Cage

John Cage (Los Angeles, 5 settembre 1912 – New York, 12 agosto 1992) è stato un compositore e scrittore statunitense. È una delle personalità più rilevanti e significative del Novecento. La sua opera è centrale nell’evoluzione della musica contemporanea.

Biografia su wikipedia>>

In questo periodo visita la camera anecoica dell’università di Harvard, una stanza insonorizzata ed acusticamente trattata, in cui poter “ascoltare il silenzio”. Cage invece riesce a sentire dei suoni, i suoni del suo corpo: il battito del cuore, il sangue in circolazione. Ciò che ne ricava è la consapevolezza dell’impossibilità del silenzio assoluto.

[…]

Negli anni cinquanta diventa pioniere degli Happening. Sono degli incontri basati sull’unione delle arti-musica, danza, poesia, teatro, arti visive, secondo una idea antidogmatica e libertaria di arte. Gli spettatori assumono un ruolo attivo nelle performance. L’intento è di unire arte e vita, rivendicando l’intrinseca artisticità dei gesti più comuni ed elementari e promuovendo lo sconfinamento dell’atto creativo nel flusso della vita quotidiana. Al posto del concerto c’è uno spazio esecutivo concepito teatralmente e composto di mezzi misti, uno solo dei quali è la musica.

18 accadimenti in 6 parti

Un evento chiave nella storia della performance moderna fu la presentazione, nel 1959 alla Reuben Gallery, dell’opera di Allan Kaprow 18 Happenings in 6 parts.

Questa prima dimostrazione pubblica stabilì l’happening per il pubblico e la stampa come una delle principali attività della cosiddetta nuova avanguardia (Carlson, 2004).

Nell’idea di Kaprow il termine happening stava a significare un’attività spontanea; “something that just happens to happen”.

Anche se in effetti, sappiamo che i suoi happening, come quelli degli altri performer contemporanei, erano scritti e attentamente controllati, infatti all’inizio della performance di Kaprow allo spettatore venivano fornite le seguenti istruzioni:

La performance è divisa in sei parti… Ogni parte contiene tre happening che accadono immediatamente. L’inizio e la conclusione di ciascuna performance saranno segnalati da una campana. Alla fine della performance verranno uditi due colpi di campana… non ci sarà applauso dopo ogni insieme, ma potete applaudire dopo il sesto insieme se lo desiderate.

>> Come si svolgeva “18 happenings in 6 parts