Il borgo di Campsirago

Ritrovarsi con pochi compagni, lasciarsi dietro paese e valle e prendere la via del bosco. Seguire, passo a passo, l’antico percorso romanico su cui incontrare, ritrovare, scoprire. La casa abbandonata, le pozze. Nello slargo, le betulle. Senza invocarle, imbattersi nelle ombre del genius loci, figure polimorfe e bizzarre, anche, capaci di toccare e sorprendere. E solo infine guadagnare l’altezza.

(In-boscati, il cammino dello sguardo)

Campsirago, frazione del comune di Colle Brianza (LC), è un nucleo fondato nel basso medioevo e situato a un’altitudine di 680 metri, sulle pendici del Monte San Genesio, o Monte di Brianza.

Campsirago fu abbandonato dagli abitanti, in cerca di una migliore occupazione nell’industria, dopo la seconda guerra mondiale.

Negli anni Settanta il borgo fu “colonizzato” per alcuni raduni di “figli dei fiori” ma non vi era elettricità né acqua corrente e gli edifici versavano in condizioni molto precarie.

La vera ripopolazione avvenne negli anni Ottanta quando vi si stabilì la cooperativa “Nuova Agricoltura” e «grazie a loro il paese ha vissuto la positività dell’ideale politico e associativo – spiega Giampietro Tentori di Legambiente -, riuscendo a mandare in fumo il tentativo di speculazione edilizia da parte di un noto imprenditore brianzolo, possidente ai tempi di quasi tutto il borgo» .

Dagli anni Novanta il destino di Campsirago è stato legato al teatro contemporaneo e di ricerca.

 

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