Gli dei della Grecia

Francesco Bevilacqua, nel suo libro Genius Loci, cita un testo di Pierre Hadot, dal titolo “Il velo di Iside. Storia dell’idea di natura”, in cui viene attribuita allo sviluppo del Cristianesimo la diffusione di una rappresentazione meccanicistica della natura e si racconta del rammarico del poeta e filosofo Schiller «per il fatto che gli uomini abbiano perso la percezione estetica e poetica della realtà, che bene era invece incarnata dagli antichi dei della Grecia, cui Schiller stesso dedica un famoso poema (Gli dei della Grecia)» (Hadot, 2006).

Bevilacqua aggiunge un’osservazione che ben si adatta alle Compagnie teatrali di cui parliamo in questo capitolo:

Dunque, la sopravvivenza, sia pure in senso poetico, delle antiche divinità pagane, e quindi anche del Genius Loci, ha garantito in qualche modo la persistenza, quantomeno in idea, del velo di Iside-Artemide, dea personificatrice della natura, che dà il titolo al libro di Hadot. E questo velo avvolge – più per i poeti che per gli architetti o gli amministratori pubblici, in verità – ancora oggi il paesaggio e i luoghi, conferendo loro, per chi ha occhi allenati e sensibili, aure distintive e numinose.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s