18 accadimenti in 6 parti

Un evento chiave nella storia della performance moderna fu la presentazione, nel 1959 alla Reuben Gallery, dell’opera di Allan Kaprow 18 Happenings in 6 parts.

Questa prima dimostrazione pubblica stabilì l’happening per il pubblico e la stampa come una delle principali attività della cosiddetta nuova avanguardia (Carlson, 2004).

Nell’idea di Kaprow il termine happening stava a significare un’attività spontanea; “something that just happens to happen”.

Anche se in effetti, sappiamo che i suoi happening, come quelli degli altri performer contemporanei, erano scritti e attentamente controllati, infatti all’inizio della performance di Kaprow allo spettatore venivano fornite le seguenti istruzioni:

La performance è divisa in sei parti… Ogni parte contiene tre happening che accadono immediatamente. L’inizio e la conclusione di ciascuna performance saranno segnalati da una campana. Alla fine della performance verranno uditi due colpi di campana… non ci sarà applauso dopo ogni insieme, ma potete applaudire dopo il sesto insieme se lo desiderate.

>> Come si svolgeva “18 happenings in 6 parts

 

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