Il cammino notturno

Afferma Sista Bramini, nell’articolo “L’erranza in O Thiasos: pratiche del camminare“:

È bello muoversi tra gli alberi e i campi alla luce della luna, scoprire che la notte non è affatto scura e che, appena gli occhi si abituano, tutto è molto più visibile di quanto sembra; le orecchie si aprono con una qualità d’ascolto che di giorno non conoscono, i suoni entrano più dentro e sono diversi da quelli diurni: il mondo attraversato, sia pur lo stesso di quello diurno, è tutto un altro. Ma c’è ancora un altro camminare di notte: ci sono i boschi fitti senza luna né alcuna luce, c’è un camminare nel buio quasi totale. Più volte ho dovuto ammettere con stupore che pochissime cose sono più appaganti che camminare nella natura nelle notti senza luna, da sola o alla testa di un piccolo gruppo silenzioso: camminare senza fermarsi, entrando in un ritmo fluido e silente.

In-boscati #3. Campsirago | Fuochi è ispirato al libro “La luna e i falò” di Cesare Pavese ed è finalizzato a una riflessione sulla percezione del bosco di notte e dell’elemento fuoco.

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