Il labirinto di Ikariotico

Passiamo ora a In-boscati #4. Figina di Galbiate | Ikariotico:

Perciò Dedalo costruì per sé e per suo figlio due paia d’ali tessute di piume leggere; le attaccò con cera alle spalle e alle braccia di Icaro e se le fissò anch’egli al dorso, poi attese che i servi dormissero e rivoltosi al figliolo disse: «Seguimi Icaro»…
Il volo di Dedalo ed Icaro verso una ricercata libertà dal labirinto parte da lontano. Percorrere la loro vicenda significa ripercorrere le tracce di Teseo e di Arianna, seguendone il filo, giungere fino al centro, fino al Minotauro, e soltanto dopo poter uscire.
Il labirinto, simbolo del caos primordiale, è simile a un serpente arrotolato, a viscere, cervello, a quello stesso gomitolo rosso che Arianna, nei fatti regina di quell’intrico apparente, offre a Teseo – e con lui agli spettatori – la possibilità di percorrere il cammino dovuto, incontrare e affrontare il monstrum senza correre il pericolo di smarrirsi e, infine, ritrovarsi. Per una più piena consapevolezza di sé occorre entrarci, in quel labirinto che è anche il nostro, toccarne il cuore e uscirne.
Un viaggio fisico, mentale ed emotivo, fortemente intimo e sensoriale, che si nutre di quei boschi che saranno setting naturale.

Dal sito di Scarlattine Teatro

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